“C’E’ CHI DICE NO alla Violenza sulle Donne” Bologna 25 novembre 2018

ROSAeNERO il Festival delle Narrazioni al Femminile presenta

Domenica 25 novembre 2018 ore 17.00
Sala Prof. Marco Biagi
Complesso del Baraccano
Bologna Via Santo Stefano 119

“C’E’ CHI DICE NO alla Violenza sulle Donne” manifestazione contro la violenza di genere, contro la violenza sulle donne, durante la quale verrà presentato in anteprima nazionale il trailer del film
“CREDO IN UN SOLO PADRE”
Soggetto e sceneggiatura originali di Luca Guardabascio e Michele Ferruccio Tuozzo
Regia di Luca Guardabascio ( una produzione Around Culture s.r.l.)

“Credo in un solo Padre, è la sofferta preghiera che una donna recita per scongiurare l’ennesima violenza del suo carnefice. E’ un grido di dolore, come quello di tutte le donne e le persone vittime di violenza presenti in questo film originale, che muove i primi passi nel territorio minato di un sistema patriarcale sordo anche ai richiami della vera Fede..”
(Basato su fatti realmente accaduti)

Saranno gli uomini a dar voce e a metterci la faccia nella campagna 2018-2019 lanciata da ROSAeNERO, Festival delle Narrazioni al Femminile, sotto la Direzione artistica della giornalista Serena Bersani, con il coordinamento dell’Associazione Bellavista, che culminerà in un evento organizzato a Bologna in occasione del 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne.

Saranno sempre gli uomini a dare vita all’evento del 25 novembre patrocinato dal Comune di Bologna Quartiere Santo Stefano che verterà sulla tematica “Contro la violenza di genere, contro la violenza sulle donne”. Oltre alla mostra fotografica, che verrà inaugurata lo stesso giorno, verrà presentato in anteprima nazionale il trailer del film “CREDO IN UN SOLO PADRE” Contro la violenza di genere, contro la violenza sulle donne.
Soggetto e sceneggiatura originali di Luca Guardabascio e Michele Ferruccio Tuozzo
Regia di Luca Guardabascio ( una produzione Around Culture s.r.l.)
“Credo in un solo padre”, film la cui uscita è prevista tra la fine del 2018 e inizio del 2019, tratto libramente dal romanzo di Michele Ferruccio Tuozzo “Senza far rumore”, affronta il dramma della violenza sulle donne. Nel cast Massimo Bonetti, Flavio Bucci, Donatella Pompadour, Roberto Ciufoli e Francesco Baccini, che è anche autore della colonna sonora.

#cèchidiceno è l’hastag che accompagnerà immagini e video di uomini celebri e non, disposti a scendere in campo in prima persona in difesa delle donne e per una cultura del rispetto. Ritratti di uomini famosi come scrittori, accademici, atleti, attori di cinema e teatro, giornalisti, insegnanti, artisti, cantanti e DJ che insieme hanno prestato il loro volto e le loro parole all’obiettivo della fotografa Tiziana Marongiu, la cui mostra, organizzata per l’occasione, verrà inaugurata proprio il 25 novembre, GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE.

A tale scopo giovedì 20 novembre Tiziana sarà presente negli spazi della Coop Centro Lame di Bologna per uno shooting a cui potranno partecipare anche gli avventori del centro commerciale.

Relatori e ospiti
ROSA MARIA AMOREVOLE Presidente Quartiere Santo Stefano
Maresciallo Maggiore CLAUDIO CORDA Comandante Stazione Carabinieri Bologna
SERENA BERSANI Giornalista e direttore artistico ROSAeNERO
GIANNI PAGLIAZZI Produttore Around Culture srl
FRANCESCO BACCINI Attore—Musicista
MASSIMO BONETTI Attore
FRANCESCA CARDINALE Attrice
TIZIANA MARONGIU Bellavista Associazione—Fotografa
MARA CINQUEPALMI Giornalista G.i.U.L.i.A
ALESSANDRA LEPRI Giornalista

L’evento è patrocinato dal Comune di Bologna Quartiere Santo Stefano 
Con la collaborazione e il sostegno di :
AROUND Culture SRL
COOP ALLENZA 3.0
G.i.U.L.i.A Giornaliste italiane Libere e Autonome
ASER Associazione Stampa Emilia Romagna
AICS Comitato Provinciale di Bologna
Baraccano Casa delle Associazioni

Note di regia
di Luca Guardabascio

Una storia ancestrale, antropologica, un film che vuole essere denuncia.

Credo in un solo Padre, racconta del nostro passato, ma anche della nostra storia più recente, perché violenze come quelle presenti nel film, non debbano avvenire mai più. Il nostro film ha già un valore sociale e molte sono le scommesse vinte, come quella di aver assunto sul set persone vittime di abusi e violenze.

Parlare, mostrare i fatti, è l’arma più forte per raccontare a tutti la verità su qualcosa che, in epoca moderna, appare ancora un tabù del passato. Per questo, abbiamo deciso di metterci al lavoro e realizzare un’opera cinematografica originale dal grande appeal internazionale, grazie ad una squadra che coinvolge il territorio, scuole, associazioni, cittadini, imprenditori ed istituzioni sensibili all’argomento.

Il cinema farà emergere una storia taciuta, la proietterà sul grande schermo e, come un macigno, il messaggio finale lavorerà sulle coscienze di chi, da troppi anni, è sordo alle richieste di aiuto.

“Credo in un solo Padre, è la sofferta preghiera che una donna recita per scongiurare l’ennesima violenza di un carnefice. E’ un grido di dolore, come quello di tutte le donne e le persone vittime di violenza presenti in questo film originale che muove i primi passi nel territorio minato di un sistema patriarcale sordo anche ai richiami della vera Fede.”

L’opera racconta di una doppia violenza sessuale perpetrata da “Nonno Giuseppe”, un sessantaquattrenne padre padrone, nei confronti della nuora prima, e della nipote, poco più che adolescente, poi, approfittando dell’assenza prolungata, per motivi di lavoro, del figlio Gerardo. La triste e squallida vicenda si consuma in un paese dell’entroterra appenninico dove, circa 1100 anime, giorno dopo giorno, vivono la loro vita fra l’abbandono, il lavoro duro dei campi, i caratteri da macchietta, la preghiera, il timore per una Natura minacciosa, il pettegolezzo e l’ignoranza. Una società in cui quasi tutti appaiono sconfitti.

Tra i tanti emergono delle donne “in gabbia”, come Ninetta che violentata dai fratelli sogna di poter fuggire. Donne e uomini ai margini della società, come il muto Ciriaco e il travestito Jennifer, che cercano empatia, solidarietà e amore, ma che si scontrano con un muro di violenza e di omertà. Ed è proprio quest’ultimo elemento che, in modo prevalente, ha fatto sì che la doppia violenza di nonno Giuseppe potesse realizzarsi, svilupparsi e perdurare nel tempo, fino all’inevitabile tragedia che porterà in luce un riscatto per un futuro in cui tutti dovremo essere più uniti e solidali. Pronti a denunciare!

Tanti anni fa le storie di violenza erano sommerse e, anche se oggi, l’attenzione mediatica appare avere maggiore risonanza, spesso questi episodi si consumano ancora in silenzio. Il film coprirà un periodo storico di circa 50 anni e un arco di tempo che va dal primissimo dopoguerra 1950 sino all’inizio del nuovo millennio. Il tempo del racconto però è un periodo sospeso permeato da profonda sofferenza in cui infine aleggia la speranza in un futuro migliore. 
(Basato su fatti realmente accaduti)